Food and Wine Tourism: the bond with the area is the key point at the center of the tourist’s research.

Food and wine are a tremendous draw for tourism, and cooking is the connecting link.
That’s what chef Paolo Sadler says, and he is echoed by dozens of experts in the sector who claim that the future of the Italian economy is closely linked to that of food and wine tourism.
The food and wine craze has intensified in the last five years, bringing twice as many tourists as in the past.
They want to have memorable experiences that bind them irrevocably to the local traditions of the places they visit, and what tradition is more deeply rooted and authentic than that of fine food and wine?
Tourists in 2018 are tech savvy, and can organize their own trip on the Web but like to make comparisons.
They are prepared to spend so long as they receive in exchange the perception of the authentic values of local tradition.
One Italian out of 3 has taken a food and wine tour in the last three years, and 70% of them are under 40.
The boom in food and wine tourism is rather recent, but the numbers, if interpreted correctly, could grow exponentially in a very short time.
A step in this direction has been made in the direction of legislation on food and wine tourism in Italy.
The emphasis given to an area, as much as its credibility, derive from the careful regulation of projects and the study of their ability to satisfy tourists who may have traveled very great distances for them.

The opening of multifunctional facilities to tourism has to be firmly flanked by the sustainability and quality of the experience our country offers, and must render them exceptional.
In this connection, we have chosen to address food and wine tourism toward locations where it is more feasible to monitor and regulate it, i.e. to the zones in possession of IGP, DOC and DOCG certification.

The bond with the area is the key point and lies at the center of the food and wine tourist’s research.
I’m traveling to the Veneto region – says the European tourist – so I want to drink Prosecco and Amarone, eat baccalà and polenta and I want to take part of that experience home with me, materially as well as spiritually, and the more my destination has revealed its secrets to me, the greater my pleasure will be.

Training is the key word for the progress we are moving toward.
The study of food, wine, traditions and history will make us unbeatable and can give us everything the progress of food and wine tourism in Italy needs.

Uova e asparagi: un classico intramontabile. Li avete mai provati in abbinamento al Pinot Grigio?

L’importanza della stagionalità nella dieta spesso non viene rispettata.

Vogliamo fornirvi uno spunto per un piatto semplice che rivisitato in chiave gourmet si adatterà perfettamente ad un pranzo primaverile veloce ma raffinato.

Il binomio uova-asparagi potrebbe apparire scontato, in realtà rappresenta uno degli abbinamenti più azzeccati della cucina italiana.

Di asparagi ne abbiamo di diverse qualità e provenienze, senza complicarvi la vita vi consigliamo quindi di utilizzare i più diffusi: quelli verdi, ma di farlo solo a marzo o all’intiepidirsi delle temperature per avere la certezza che siano selvatici o comunque di stagione.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

-8 ASPARAGI (Privati della parte ultima del gambo che potrebbe risultare troppo dura e fibrosa.

-2 UOVA FRESCHISSIME

-LATTE INTERO

-2/3 CUCCHIAI DI PARMIGIANO (meglio se meno stagionato)

Preparazione

Per prima cosa cuocete le due uova in camicia ma ricordate di aggiungere all’acqua un goccio di aceto.

Ponete massima attenzione a non stracciare l’albume e a non cuocere troppo l’uovo, la riuscita del piatto sarebbe compromessa.

Messe da parte le uova, dedicatevi ora alla preparazione degli asparagi che vanno semplicemente sbollentati per pochi minuti, facendo in modo che restino croccanti e di un verde vivo.

A vostro piacimento, prima dell’impiattamento potrete lasciare gli asparagi semplicemente bolliti o ripassarli in padella.

Ultimo step della ricetta prima di passare a comporre il piatto è la crema leggera di Parmigiano, che otterrete restringendo il latte intero in un pentolino aggiungendoci a pioggia il parmigiano e non smettendo mai di mescolare.

 

Componete ora il piatto mettendo sul fondo allineati gli asparagi e adagiandoci sopra  l’uovo in camicia che sarà ricoperto dalla fondue di Parmigiano e da qualche fogliolina di menta o da grani di senape pestati al mortaio.

(Un filo d’olio di oliva, purchè non sia troppo forte, sarà sempre gradito per completare il piatto)

ABBINAMENTO ENOLOGICO

L’avvolgenza del tuorlo d’uovo, ancora fluido assieme alla sapidità del parmigiano e alla freschezza dell’asparago saranno il giusto accompagnamento ad un buon calice di Pinot Grigio di Tenute SalvaTerra la cui naturale mineralità e il palato leggermente aromatico sposeranno e contrasteranno la pungenza della menta o della senape e i sapori semplici ma complementari del piatto nella sua complessità.

Il brindisi di mezzanotte: le lenticchie come non le avete mai mangiate.

Caschi il mondo se ognuno di noi non trova un posticino nello stomaco per un piatto di lenticchie allo scoccare del primo minuto del nuovo anno nonostante lo sfarzoso cenone appena concluso.

Lo facciamo perché ci è stato inculcato come rito propiziatorio immancabile per un anno più ricco del precedente ma non tutti sanno che l’origine del gesto affonda le radici nella storia antica.

Le lenticchie sono state il primo legume coltivato dall’uomo e già gli antichi Romani ne erano ghiotti. È a loro che dobbiamo la credenza, diffusasi in tutte le regioni italiane, che vede le lenticchie come l’alimento portatore di ricchezza e fortuna nell’anno in arrivo.

Gli stessi scaramantici Romani agli albori del nuovo anno erano soliti scambiarsi in dono le ‘scarselle’, piccole sacche di cuoio da legare alla cintola dei pantaloni, piene di piccole lenticchie.

L’augurio era che durante il nuovo anno si trasformassero tutte in monete sonanti.

Con lo stesso augurio ci lasciamo indietro questo 2017 e con una sola parola d’ordine in testa aspettiamo il 2018: originalità.

Vi proponiamo infatti per i brindisi di fine anno un modo alternativo di servire le tanto amate lenticchie: una torta.

RICETTA

  •  200 g di lenticchie rosse decorticate,
  • 150 g di farina,
  • 50 di fecola di patate,
  • tre uova,
  • 180 g di cioccolato fondente,
  • 170 g di burro,
  • 170 g di zucchero di canna,
  • una bustina di lievito
  • un cucchiaino di cannella, uno di vaniglia in polvere e un pizzico di sale.

Dopo aver sbollentato le lenticchie in abbondante acqua con un cucchiaio di zucchero, scolatele e frullatele.

Intanto che aspettate si freddino, montate le uova con zucchero, sale e vaniglia.

Sciogliete il cioccolato assieme al burro a bagnomaria e incorporatelo alle uova aggiungendo lentamente farina, fecola e cannella.

Per ultima unite all’impasto la purea di lenticchie e in un stampo che avrete precedentemente imburrato, infornate la vostra torta in forno caldo a 180° per 45 minuti.

Da bere?

Per il brindisi di rito si sa, le bollicine sono d’obbligo e allora un buon calice di Prosecco di Tenute Salvaterra è quello che farà al caso vostro.

Il perlage raffinato e le note delicatamente floreali, con un profilo fresco e pulito accompagneranno splendidamente il palato corposo e forte del cioccolato e il retrogusto insolito del legume base della preparazione.