#GiornataSalvaTerra, il futuro da disegnare è “social”

I numeri e le prospettive di un evento che “è solo un inizio”, ma che già delinea l’importanza di visioni e contaminazioni

Tra le “visioni” della mattinata e le “contaminazioni” del pomeriggio, se si volesse riassumere in un’unica espressione il senso della prima Giornata Salvaterra, che abbiamo ospitato venerdì 18 maggio insieme al Gambero Rosso, sarebbe “social network”. Per molteplici ed evidenti ragioni.

Innanzitutto per i numeri di Twitter e Instagram: oltre 1000 i tweet e le immagini condivise su questi social nel corso dell’evento da circa 150 utenti, praticamente l’intera platea presente a San Pietro in Cariano. E proprio Twitter e Instagram sono i canali che per tutta la #GiornataSalvaTerra hanno dato vita al “Social Wall”: sul palco e in diversi monitor, nel corso della Giornata sono state condivise le riflessioni e le domande, le foto, i video e tutti i contenuti generati dagli utenti sui propri profili social, contribuendo così ad alimentare il dibattito e a indirizzare la discussione verso i temi più “caldi”.

Un “calore” positivo – del tutto diverso dal surriscaldamento globale di cui ha parlato Luca Mercalli – che ha segnato tutti gli interventi dei relatori che hanno partecipato. Dalle coppie che si sono affrontate sul “ring” di Licia Granello – Bottura/Riva, Belpoggi/Pauli, Mercalli/Bettinardi e Gualtieri/Pensa – alla tavola rotonda moderata da Giacomo Mojoli con Lavazza, Bastioli, Boscaini, Sabellico, Lunelli, Marson, Ceraudo e Costa – il fil rouge è stato il rispetto del territorio e l’attenzione al futuro, ma a rendere vincente la formula della Giornata Salvaterra è stata proprio l’idea di Paolo Fontana e Marco Sabellico di unire mondi professionali anche molto diversi, per far scaturire una “rete” di conoscenza condivisa e per dimostrare che solo attraverso l’apporto di tutta la società sarà possibile “disegnare un futuro” in cui l’etica e la sostenibilità siano non un orpello, ma uno strumento di crescita e di bene comune.

 

Leggi la rassegna stampa di Giornata Salvaterra su giornatasalvaterra.com

Il brindisi di mezzanotte: le lenticchie come non le avete mai mangiate.

Caschi il mondo se ognuno di noi non trova un posticino nello stomaco per un piatto di lenticchie allo scoccare del primo minuto del nuovo anno nonostante lo sfarzoso cenone appena concluso.

Lo facciamo perché ci è stato inculcato come rito propiziatorio immancabile per un anno più ricco del precedente ma non tutti sanno che l’origine del gesto affonda le radici nella storia antica.

Le lenticchie sono state il primo legume coltivato dall’uomo e già gli antichi Romani ne erano ghiotti. È a loro che dobbiamo la credenza, diffusasi in tutte le regioni italiane, che vede le lenticchie come l’alimento portatore di ricchezza e fortuna nell’anno in arrivo.

Gli stessi scaramantici Romani agli albori del nuovo anno erano soliti scambiarsi in dono le ‘scarselle’, piccole sacche di cuoio da legare alla cintola dei pantaloni, piene di piccole lenticchie.

L’augurio era che durante il nuovo anno si trasformassero tutte in monete sonanti.

Con lo stesso augurio ci lasciamo indietro questo 2017 e con una sola parola d’ordine in testa aspettiamo il 2018: originalità.

Vi proponiamo infatti per i brindisi di fine anno un modo alternativo di servire le tanto amate lenticchie: una torta.

RICETTA

  •  200 g di lenticchie rosse decorticate,
  • 150 g di farina,
  • 50 di fecola di patate,
  • tre uova,
  • 180 g di cioccolato fondente,
  • 170 g di burro,
  • 170 g di zucchero di canna,
  • una bustina di lievito
  • un cucchiaino di cannella, uno di vaniglia in polvere e un pizzico di sale.

Dopo aver sbollentato le lenticchie in abbondante acqua con un cucchiaio di zucchero, scolatele e frullatele.

Intanto che aspettate si freddino, montate le uova con zucchero, sale e vaniglia.

Sciogliete il cioccolato assieme al burro a bagnomaria e incorporatelo alle uova aggiungendo lentamente farina, fecola e cannella.

Per ultima unite all’impasto la purea di lenticchie e in un stampo che avrete precedentemente imburrato, infornate la vostra torta in forno caldo a 180° per 45 minuti.

Da bere?

Per il brindisi di rito si sa, le bollicine sono d’obbligo e allora un buon calice di Prosecco di Tenute Salvaterra è quello che farà al caso vostro.

Il perlage raffinato e le note delicatamente floreali, con un profilo fresco e pulito accompagneranno splendidamente il palato corposo e forte del cioccolato e il retrogusto insolito del legume base della preparazione.